Il Calore Di Un Caldo Pomeriggio

Il Calore Di Un Caldo Pomeriggio

“Mi eccitava troppo avere tutto quello sperma addosso e così, decisi di non lavarmi…” Era la settimana scorsa ed ero appena rientrata da un periodo di lavoro infernale passato nel freddissimo nord Europa.
Mia moglie era fuori per lavoro, la mia meravigliosa figliastra pure ed io… ero decisamente eccitata e vogliosa di farmi coccolare e smaniosa di sentire il calore di corpi caldi.
Indossai un perizoma nero, calze color carne, un paio di jeans, un maglioncino e mi recai nella mia sauna gay preferita.
Anche se era il primissimo pomeriggio, era già abbastanza piena di persone e così, dopo aver ritirato le chiavi dell’armadietto, entrai e cominciai a spogliarmi.
Mi fa sempre piacere essere osservata quando mi spoglio e, devo dire che quando mi sfilai i pantaloni e mi lasciai guardare vestito con le calze ed il perizoma, feci eccitare tutti i presenti…
Mi tolsi il maglioncino, mi sfilai le calze ed il perizoma e rimasi nudo con il mio bel cazzo in erezione, trastullandolo un pochino.
Mi sentivo gli occhi addosso di tutti i presenti, ma io, senza né dire, né fare nulla, con assoluta nonchalance, indossai un nuovo paio di collant aperti sul davanti e sul didietro, mi avvolsi l’asciugamano sui fianchi ed entrai nella sala, dirigendomi direttamente verso la dark room.
L’eccitazione mi stava devastando e, mentre camminavo, mi sfilai l’asciugamano rimanendo vestito solamente con le calze.
Entrato nella dark room, mi diressi a tastoni in un angolo dove di solito mi apposto in attesa che le “prede” arrivino.
L’attesa fu veramente breve. Sentii dei passi che significava il sopraggiungere di qualche persona. Mi posizionai nello stretto corridoio in maniera tale che, chiunque fosse passato, avrebbe necessariamente urtato contro il mio cazzo duro o contro la mia gamba fasciata dalla calza di nylon.
E così fu. Il contatto avvenne e, pochi istanti dopo, una mano timorosa iniziava ad accarezzarmi la gamba, sempre più su, fino a stringere il mio membro eretto.
L’ombra cominciò a muovere su e giù la sua mano che stava stringendo il mio cazzo ed io afferrai il suo.
Dopo un breve scambio di carezze, mi inginocchiai e glielo presi in bocca, iniziando a leccarlo tutto ed a succhiarlo per bene. Era bello grosso e nodoso, proprio come piacciono a me.
Nel mentre ero intenta a succhiarlo per bene, sentii nuovi passi che si avvicinavano ed infatti, sopraggiunsero altre due persone. Le feci avvicinare e cominciai a succhiare anche i loro cazzi.
Mi invitarono ad alzarmi e cominciarono ad accarezzarmi ed a baciarmi ovunque.
Uno di loro si prese in bocca il mio uccello mentre altre mani iniziavano a farsi strada nel mio culetto.
Mi rigirai, mi piegai a novanta gradi e ripresi in bocca il primo cazzo che mi venne a tiro.
Questo mi afferrò la testa e cominciò a scoparmi in bocca, mentre un altro mi impalò con una nerchia d’acciaio.
Non volevo perdere nulla e così cercai -e trovai- altri due bei cazzi duri da menare con le mani.
Mi sentivo soddisfatta e cominciavo a godere sotto i colpi dello stantuffo che mi stava inculando.
Il primo mi venne in bocca, facendomi ingoiare un litro di sborra calda, così come fece lo stantuffo che avevo dietro. Ero piena di sperma caldo che mi colava dal culetto. Gli altri due, diedero il cambio ai primi e, nel contesto, mi accorsi che nel frattempo ne erano sopraggiunti diversi altri che stavano aspettando in silenzio il loro turno.
Godevo come una troia in calore ed ero assolutamente ricoperta di sperma, ovunque.
Mi scoparono tutti e, in silenzio se ne andavano…
Dopo circa un’ora, non vedendo arrivare altre persone, decisi di andare nei camerini e mi distesi in uno dove c’era un letto doppio, lasciando la porta aperta.
Mi distesi con la testa rivolta dalla parte opposta rispetto alla porta, con le gambe spalancate, mi infilai un paio di dita nel culetto e rimasi in attesa di nuovi cazzi.
L’attesa, anche qua, fu veramente breve!!! Nemmeno cinque minuti ed ero al centro di una gangbang da favola.
Mi sono lasciata scopare da non so quante persone e non so quanti cazzi ho succhiato. Avevo sborra ovunque: in bocca, nel culo, sul corpo, sulle gambe, sui piedi, sui capelli, sul viso….. Nessuno di loro si è risparmiato ed io ho apprezzato moltissimo il regalo che ciascuno di loro ha voluto lasciarmi.
Nessuno di loro se ne è andato insoddisfatto, io per prima…
Ero distrutta, ma assolutamente appagata.
Mi eccitava troppo avere tutto quello sperma addosso e così, decisi di non lavarmi.
Andai nello spogliatoio, mi infilai solamente il perizoma sopra il collant aperto, mi rivestii e tornai a casa.
Qui, trovai Valentina che, accortasi di quanto sperma avevo ancora addosso, non mi salutò nemmeno, venne verso di me, mi sfilò i pantaloni, il perizoma e cominciò a succhiare il mio cazzo e la sborra che mi ricopriva.
Si tolse anche lei i pantaloni, le mutandine e si fece impalare davanti e di dietro, alternando i suoi meravigliosi pertugi, fino ad esplodere in un orgasmo pauroso, seguito dal mio che le inondò la fichetta fradicia.
Andammo entrambi in doccia per ripulirci -prima però abbiamo replicato la scopata- e poi, come se nulla fosse successo, abbiamo preparato la cena in attesa che sua madre, mia moglie, ritornasse.
Da brava figliola che è, prima dell’arrivo di sua mamma, raccolse i miei indumenti intrisi di sperma e li tenne da parte provvedendo lei a lavarli, senza che mia moglie si accorgesse di nulla.
Devo dire che in un freddissimo pomeriggio d’inverno, ho trovato tanti soli che mi hanno riscaldato a dovere…

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